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Tassa sui rifiuti, nessun aumento. Neutralizzato l’incremento del 10 per cento

La tassa sui rifiuti (Tari) per il secondo anno ad Assisi non subirà aumenti nonostante l’Auri (Autorità umbra rifiuti e idrico) abbia disposto di incrementare il livello tariffario del 10 per cento.

E’ questa la notizia che l’amministrazione comunale vuole comunicare ai cittadini e dare una spiegazione così anche allo slittamento dell’invio delle bollette la cui scadenza era prevista per il 31 maggio, quindi i bollettini arriveranno, senza alcun aggravio di spese, agli inizi del mese prossimo e si potranno pagare entro il 30 giugno. 

La giunta guidata dal sindaco Stefania Proietti, da sempre sensibile alle tematiche legate all’ambiente e attenta ai problemi attinenti allo smaltimento dei rifiuti, ha fatto una scelta coraggiosa finalizzata a non toccare il portafogli degli assisiati. E per non aumentare l’aliquota alla voce Tari ha attinto da un fondo del bilancio mettendo sul piatto della pressione fiscale un milione e 138mila euro. In soldoni i cittadini di Assisi leggeranno sulla bolletta (e pagheranno) lo stesso importo dell’anno precedente.

Per la verità la stessa giunta anche l’anno scorso aveva neutralizzato un altro aumento della tassa sui rifiuti, quella volta dell’8 per cento, e anche nel 2018, pur di non gravare sulle tasche aveva fatto ricorso a un positivo meccanismo di contrasto con 553mila euro, lasciando invariate le aliquote.

Insomma la politica dell’amministrazione comunale è di non caricare sui bilanci delle famiglie la pressione fiscale in tema di tassa sui rifiuti e in due anni, nonostante la richiesta dell’Auri di far pagare di più la Tari per un totale di +18 per cento, le bollette dei cittadini residenti nel territorio di Assisi non subiranno variazioni.

Invece dal fronte dei dati sui rifiuti si registrano notizie più che confortanti. Il primo, quello della raccolta differenziata che nel quadrimestre di quest’anno ha fatto registrare un 74,15 per cento contro il 69,92 dello stesso periodo dell’anno precedente. La percentuale minima obbligatoria stabilita dall’Auri è del 72,3 per cento. Tornando indietro nel tempo, nel 2013 la raccolta differenziata era appena del 37%, nel 2018 ha superato quota 71. Ergo, ad Assisi i cittadini, grazie anche alla campagna dell’amministrazione, sono risultati sensibili al tema della raccolta differenziata e hanno messo in pratica le direttive imposte. Un altro dato interessante è la diminuzione della raccolta dei rifiuti che nel primo quadrimestre di quest’anno si è attestata sulle 5 tonnellate, mentre nello stesso periodo del 2018 era di 5,14; lo stesso dicasi per i rifiuti indifferenziati (1,16) contro 1,45 dello stesso periodo nel raffronto tra il 2018 e il 2019. A proposito dei costi per il servizio che incide sulle bollette Tari va specificato che dal 2012 al 2018 si è passati da 3,4 milioni a 7,7 e si comprendono le fasi di trattamento, recupero e smaltimento. Un aumento questo che ha portato il sindaco su mandato della giunta, a chiedere all’Auri di rinegoziare il contratto di concessione relativo alla gestione del servizio integrato dei rifiuti urbani risalente al 2012.

L’obiettivo dell’amministrazione di non aumentare le tariffe – ha affermato il sindaco Stefania Proietti – è stato raggiunto perché un Comune virtuoso e sensibile nella raccolta differenziata con numeri esaltanti rispetto al resto delle comunità umbre non può essere punito con aumenti delle bollette. La nostra intenzione era di interrompere questo circolo vizioso, questo criterio scellerato secondo cui più differenzi e più paghi anziché essere premiati”.

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