|
P.A.I. – Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico Autorità di Bacino del fiume Tevere. Anno 2002 |
Aree ad elevato Rischio di Esondazione – PAI – zone R4, R3, R2
|
N. |
LOCALITA’ |
FIUME |
R |
|
|
1 |
Assisi |
Boschetti
(Bastia) |
Fiume Chiascio immissione Fosso Rigo |
2-3-4 |
|
2 |
Assisi |
Castelnuovo Rivotorto Tordandrea |
Torrente Ose |
4 |
|
3 |
Assisi |
Capodacqua |
Fosso Renaro |
4 |
Ai fini delle determinazioni del Piano
per l’Assetto Idrogeologico, con il termine “pericolosità” s’intende la
probabilità di verificarsi, in un qualsiasi anno, di un certo evento meteorico
causa di calamità naturale in un determinato luogo. Tale probabilità, a
differenza di altri eventi, può essere formulata anche su base statistica,
facendo riferimento agli eventi verificatesi in passato ed assumendo questi
come successive ripetizioni del medesimo fenomeno. L’elemento numerico
comunemente utilizzato è il tempo di
ritorno “Tr”, che si definisce come l’intervallo di tempo, misurato in
anni, che mediamente intercorre tra due ripetizioni successive dell’evento
stesso.
Il Tr si calcola dividendo il
numero totale di dati “N” per il numero di dati “n” che superano o al più
uguagliano il valore.
La definizione
del rischio fa riferimento alla relazione di Varnes:
|
R= P x V x K |
dove:
R: rischio espresso in termini di danno atteso riferito al costo sociale, di
recupero e ristrutturazione dei beni materiali danneggiati;
P:
pericolosità ovvero probabilità di accadimento dell’evento di una certa
intensità;
V:
valore esposto, quale identificazione del valore sociale, economico, di persone,
beni ed infrastrutture che ricadono nell’area soggetta al fenomeno;
K:
vulnerabilità, quale percentuale del valore esposto che andrà perduto nel corso
dell’evento.
Sono state quindi definite
quattro classi di rischio:
Sono
possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi
agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, la distruzione di
attività socio-economiche.
Sono possibili problemi
per l’incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici e alle
infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, la interruzione di
funzionalità delle attività socio-economiche e danni rilevanti al patrimonio
ambientale.
Sono possibili danni minori
agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale che non
pregiudicano l’incolumità del personale, l’agibilità degli edifici e la
funzionalità delle attività economiche.
I danni sociali, economici
e al patrimonio ambientale sono marginali.
La delimitazione delle aree soggette a rischio
d’inondazione ottenuta con l’attività di simulazione idraulica, ha classificato
il territorio adiacente le aste del reticolo principale in funzione della
maggiore o minore probabilità di risultare inondate a seguito di eventi di
piena.
Il territorio è
stato suddiviso in tre zone: una prima area (Fascia A) a ridosso del corso
d’acqua, contenuta all’interno del limite della piena con Tr=50 anni; una
seconda (Fascia B), compresa tra la linea precedente ed estesa fino al limite
della piena con Tr=200 anni; una terza (Fascia C), compresa tra quest’ultimo
limite e quello individuato dalla piena con Tr=500 anni.
Rappresenta il corridoio fluviale di transito della piena
con elevata probabilità di accadimento. E’ la fascia di deflusso della piena,
inondazione diretta, con tempo di ritorno di 50 anni, sede prevalente della
corrente idrica della piena considerata, nonché soggetta a fenomeni esondativi
non marginali ai fini della valutazione del pericolo
Rappresenta la capacità di laminazione della piena presa
a riferimento per la salvaguardia degli elementi a rischio al fine di non
diminuire l’attuale livello di sicurezza. E’ la fascia compresa tra il limite
delle aree di esondazione diretta ed indiretta delle piene con Tr 50 e Tr 200.
Questa delimitazione include le aree di esondazione indiretta e le aree
marginali della piana con Tr 50. Vi sono incluse anche le aree di esondazione
indiretta della piena con Tr 200.
Rappresenta l’area di possibile inondazione fino alla quale è obbligatorio
estendere l’efficacia dei Piani di Protezione Civile e rispetto alla quale
questi vanno verificati. E’ la fascia di esondazione della piena con tempo di ritorno fino a 500 anni, sede
prevalente dell’espansione della piena considerata e delle aree di inondazione
indiretta, con esclusione di aree marginali ma comprendente le aree marginali della
piena con tempo di ritorno di cui alla fascia B.
Inondazione diretta: Area direttamente coinvolta dal deflusso della piena
Inondazione indiretta: Aree sede di volumi di piena statisticamente confinati
e quindi con ridotte velocità
Aree marginali: Aree caratterizzate da bassi valori del tirante idrico e della velocità
Il limite delle fasce fluviali viene sovrapposto alla carta dell’uso del
territorio ricavando le zone di rischio secondo il criterio in base al quale il
rischio è il prodotto tra probabilità di accadimento dell’evento calamitoso,
valore degli elementi a rischio e vulnerabilità degli stessi. Tale ultimo
fattore dipende sia dalla capacità intrinseca degli elementi a rischio di
sopportare l’evento sia dalla “violenza” con la quale l’evento stesso si
manifesta in quel luogo ed in quel momento.
Le zone a rischio sono individuate sinteticamente come segue.
La zona R4 è compresa all’interno della Fascia A. Essa è identificata in corrispondenza dell’uso del
suolo definito come:
v Edificato continuo
v Edificato discontinuo
v Ospedali
v Scuole
v Caserme
v Edificato industriale commerciale artigianale
v Aeroporti
v Stazioni ferroviarie
v Aree per deposito e stoccaggio
v Protezione Civile
v Impianti Sportivi
v Centrali elettriche
La zona R3 è
identificata come segue:
Se all’interno della Fascia A
con uso del suolo definito come:
v Depuratori
v Discariche
Se all’interno della Fascia B
con uso del suolo definito come:
v Edificato continuo
v Edificato discontinuo
v Ospedali
v Scuole
v Caserme
v Edificato industriale commerciale artigianale
v Aeroporti
v Stazioni ferroviarie
v Aree per deposito e stoccaggio
v Protezione Civile
v Impianti Sportivi
v Centrali elettriche
Si omettono le caratteristiche delle
zona R1 ed R2, in quanto non presenti nel territorio
del Comune di Assisi..