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Obiettivi

Pervenire ad un quadro diagnostico dettagliato sullo stato fisico-ambientale, economico e sociale del territorio di Assisi, quale base di riferimento per una conoscenza approfondita del territorio al servizio del Forum.

Attività

La presente azione verrà svolta in forma integrata con la definizione degli indicatori ambientali precedentemente descritta; questa azione, tuttavia, si differenzierà in quanto l’attività di raccolta e prima elaborazione dei dati riguarderà tutti gli aspetti fisico-ambientali, economici e sociali del territorio e non solo quelli correlati al set di indicatori ambientali individuatI. Il rapporto sullo stato dell’ambiente è strutturato secondo una metodologia denominata D.P.S.I.R. (Drive forces, Pressure, State, Impact, Response) che viene utilizzata per rappresentare le correlazioni esistenti tra i fattori ambientali, economici e sociali di un sistema territoriale .

Al momento, la maggior parte dei Rapporti sullo Stato dell’Ambiente redigono set di indicatori fisici, biologici o chimici. Generalmente questi rapporti esprimono un sistema di analisi dall’ottica delle relazioni tra sistema ambientale e umano. Ovviamente il mondo reale è più complesso di quanto possa essere espresso nelle semplici relazioni di causa-effetto individuate in un sistema di analisi. È del tutto arbitraria la distinzione tra sistema ambientale e sistema umano. Soprattutto molte delle relazioni tra questi due sistemi non sono sufficientemente comprese o sono più complesse per poter rientrare in una struttura così semplice.

L’OCSE ha messo a punto un modello (modello PSR) basato sul concetto di causalità: le attività antropiche esercitano pressioni (pressures) sull’ambiente e inducono modificazioni nella sua qualità e nella quantità delle risorse naturali (stato, states). La società risponde a tali modificazioni attraverso politiche ambientali, di economia generale e di settore (risposte della società, responses). Queste ultime, attraverso le attività antropiche, si collegano di nuovo alle pressioni. Il modello OCSE è stato successivamente ripreso e ulteriormente articolato dall’European Environmental Agency (EEA), con la messa in evidenza di due fasi, implicitamente del resto già presenti in esso, e lasciando peraltro invariate le altre (modello DPSIR): la fase delle attività antropiche primarie (cause generatrici primarie: drivers) e quella degli impatti (impacts). Secondo questo sistema di analisi le attività sociali ed economiche esercitano Pressioni sull’ambiente e, di conseguenza, cambiamenti sullo Stato dell’ambiente, così come garantire una condizione di qualità per la salute, la disponibilità di risorse e la biodiversità. Ciò induce Impatti sulla salute umana, sugli ecosistemi e sui materiali che possono far emergere una Risposta politica e/o sociale che agisca da feedback sui gruppi dirigenti, o direttamente sullo stato o sugli impatti, mediante azioni di adattamento o di miglioramento.

Lo sforzo di sintesi compiuto non solo mira a rendere più agevole la lettura, ma soprattutto a fornire un plusvalore di informazione nella misura in cui concilia la complessità dell’informazione ambientale comunicata dai dati elaborati e il dovere di chiarezza e coerenza rispetto alle attese del pubblico.

La rappresentazione utilizzata per l’appartenenza dell’indicatore ad uno degli elementi utilizzati nel modello DPSIR è stata la seguente: P indicatore di pressione sulle cmponenti ambientali; S indicatore di stato delle componenti ambientali; R indicatore di risposta; D indicatore di cause primarie; I indicatore di impatto.

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Per facilitare la comprensione riportiamo un breve descrizioni delle relazioni fra i vari elementi componenti il DPSIR.  L’analisi dello schema e delle sue correlazioni possiamo indicare che:

  • la freccia da D → P indica il rapporto di causa effetto tra il numero delle unità dei Determinanti (ad es. numero di aziende nel settore agricolo) ed il numero delle Pressione da essi esercitate;
  • la freccia da P → S indica i flussi di sostanze nocive emessi (ad. es. fitofarmaci nel terreno) e che determinano modificazione sullo stato dell’ambiente in relazioni alle risorse naturali (aria, acqua e suolo o biodiversità);
  • la freccia da S → I indica l’azione che si evidenzia quando uno Stato ambientale scadente scende sotto i limiti consentiti o si creano sinergie perverse; ciò produce evidenti cambiamenti qualitativi o sistemici dell’ambiente con impatto sugli ecosistemi;
  • la freccia da I → R indica il flusso informativo che riporta ai decisori gli effetti del cambiamento qualitativo dell’ambiente e l’informazione sullo stato di salute dei cittadini; indispensabili per prendere decisioni (risposte) per far fronte l degrado ambientale;
  • la freccia da R → D indica gli interventi che mirano a regolamentare (sul piano normativo o di incentivazione) la presenza di Determinanti sul territorio (prevalentemente interventi strutturali);
  • la freccia da R → P rappresenta le prescrizioni tecnologiche o le norme che devono essere applicate per ridurre le emissioni inquinanti originate dai determinanti (es. obbligo di installazione dei depuratori);
  • la freccia da R → S indica gli interventi che vengono intrapresi per il miglioramento dello Stato dell’ambiente (piani di bonifiche e bonifiche di siti inquinati, riqualificazione delle aree fluviali, ecc;
  • la freccia in grassetto da R → I si concretizza, in primo luogo, elle azioni di richiesta di ulteriore monitoring mirate alla comprensione dei cambiamenti del sistema ambiente o il sostegno di piani di prevenzione (flussi finanziari per la comunicazione o la diagnosi precoce)

scarica il Rapporto sullo Stato dell'Ambiente -
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