 |
2
NOVEMBRE 2007
ASSISI – Una
delegazione di diplomatici iracheni ha fatto visita alla città
Serafica. L’agenda, fitta di appuntamenti, è
iniziata dal monumentale complesso di San Francesco. Il gruppo
è stato salutato da padre Vincenzo Coli, custode del
Sacro Convento, e da padre Pasquale Magro, che ha guidato
i componenti in un itinerario attraverso i luoghi più
importanti e suggestivi del sito francescano. Ammaliati dalle
|
| |
opere d’arte, estasiati dalle linee sobrie
ed eleganti dei monumenti, rapiti dal paesaggio,
la delegazione si è poi diretta nel cuore
della città, in Piazza del Comune, dove
è stata ricevuta, nella residenza municipale,
dal sindaco Claudio Ricci, dagli assessori Belardoni,
Paoletti, Brunozzi, Fortini, Martellini e dal
consigliere Buini. E’ stata la parte più
significativa della visita, dove i valori della
tolleranza e della multiculturalità sono
stati colti appieno. |
| |
|
| |
|
|
|
“Assisi
è un luogo dove la diplomazia ha lavorato in passato
e dove si continua a lavorare anche oggi –
ha osservato Claudio Ricci – La funzione
dell’Ufficio per il Sostegno alle Nazioni Unite, istituito
in città nel 1999 (e che ha organizzato l’evento),
è quella di adoperarsi per questi scopi. Questa giornata
è solo un esempio di tale larga attività”.
Il referente della delegazione irachena ha posto l’accento
sulla ospitalità dell’Italia e di Assisi: “Quello
che avete fatto oggi per noi, lo conserveremo per il nostro
futuro”. “I componenti
del gruppo – ha ricordato Maria Aristei
Belardoni, assessore delegato all’ONU – stanno
seguendo a Roma un master di Alta Formazione in Studi Politici
e Relazioni Internazionali, organizzato dalla SIOI (Società
Italiana per l’Organizzazione Internazionale) su incarico
del Ministero degli Affari Esteri”.
La delegazione si componeva soprattutto di giovani, intorno
ai trent’anni, tutti diplomatici avviati dal proprio
governo ad assumere incarichi importanti a carattere internazionale.
Molti di loro sono destinati a diventare i futuri ambasciatori,
coloro che dovranno rappresentare il nuovo corso dell’Iraq
nel mondo. |
|
|
|
|