| Due
tematiche hanno costituito il fulcro degli incontri: le modalità
per rendere più incisive le risoluzioni che non raggiungono
efficacia e operatività; la Dichiarazione dei Diritti
Umani: come fare in modo che tutte le nazioni dell'ONU possano
concorrere attivamente alla sua attuazione.
“Sapere ma non saper comunicare a volte equivale a non
sapere”. In questo contesto, i nuovi mezzi di comunicazione
rivestono un'importanza notevole in quanto strumenti per implementare
i diritti umani.
Il sindaco di Assisi, l'assessore alla Pubblica Istruzione
con delega all’Ufficio ONU del Comune di Assisi, Maria
Aristei Belardoni e Adriano Cioci, responsabile dell'Ufficio
stesso, hanno descritto l'attività svolta e gli eventi
in programma. “In questo contesto
– ha detto la Belardoni - gli allievi, se
informati e formati, possono costruire una società
migliore; per fare ciò hanno bisogno di bravi insegnanti
che si impegnino a migliorare la propria professionalità,
perchè insegnare è un mestiere del cuore”.
L’Ambasciatore Fabio Migliorini ha dato il benvenuto
a tutti i partecipanti al Convegno, sottolineando l'interesse
crescente che il tema dei Diritti Umani riserva in questa
società. La SIOI, che ha sempre avuto a cuore questa
vocazione sin dal 1956, ha costituito un Comitato Consultivo
sui diritti umani. In occasione del 60° anniversario della
Dichiarazione dei Diritti Umani, occorre valutare quanti davvero
siano stati tutelati. “E' dovere degli stati
– ha detto Migliorini - proteggere la parte
più vulnerabile della popolazione, affinché
la vita umana sia dignitosa e meriti di essere vissuta.”
Una delle priorità da affrontare è l'insegnamento
dei diritti umani agli insegnanti. I fanciulli sono mossi
dal desiderio della scoperta e non sono influenzati dai condizionamenti
dell'età adulta. Essi devono essere consapevoli dei
loro diritti che esigono maggiore riconoscimento e protezione:
è compito dell'ONU fornire i mezzi per fare ciò.
E' in questo contesto che, dalla Risoluzione 217A del 10 dicembre
1948, nasce la Dichiarazione sui Diritti dell'Uomo, approvata,
inizialmente, da 18 membri. L'ONU ha sempre promosso atteggiamenti
che rinforzino l'attuazione dei principi della Dichiarazione
per l'indipendenza di tutti gli uomini. “Purtroppo
- ha continuato l’Ambasciatore - la comunità
internazionale non ha sempre garantito questo rispetto, tanto
che si sono verificati fenomeni di xenofobia, razzismo o intolleranza
scaturiti da ignoranza. E' necessario un impegno al riconoscimento
della convivenza”.
Le diffuse critiche nei rapporti ONU trovano posto negli eventi
mondiali che condizionerebbero il ruolo di quest'ultima. Per
avere piena consapevolezza occorre una buona volontà
nella promozione della comprensione e della tolleranza, nonché
nell'impegno per il mantenimento della pace. Il Consiglio
d'Europa, l'Unione Europea e diverse ONG collaborano su questo
spazio. E' la scuola, in primis, che deve prendere la parola
sui suoi diritti umani; è quindi indispensabile un
dialogo con gli studenti. Organizzazioni come l'UNICEF, l'UNESCO,
e realtà come l'UE, forniscono un forte sostegno in
tale contesto.
Il Corso si è concluso il 14 novembre con la consegna
degli attestati ai partecipanti provenienti da tutta la Penisola. |